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I futuri papà
Molti uomini si sentono esclusi dal fenomeno della gravidanza. Altri si sentono estremamente coinvolti. È comunque di fondamentale importanza intensificare le attenzioni verso la propria compagna, scambiandosi reciprocamente tutte le opinioni e i pensieri. Più l’uomo si avvicina alla donna, più riesce a condividerne l’esperienza. Se lei gradisce essere accompagnata ai controlli ostetrici, è buona cosa ritagliarsi del tempo per farlo, se possibile. Nei lavori di casa, l’aiuto può manifestarsi in molti modi. Può essere specialmente utile: - cucinare (se lei fa fatica a tollerare certi odori) - fare la spesa (se si prevedono acquisti pesanti) Condividere l’esperienza può anche voler dire leggere insieme queste pagine o altro materiale, così da essere entrambi informati. È meglio non fumare in casa (anche per abituarsi a non farlo dopo l’arrivo del bambino). Alcuni corsi di preparazione alla nascita prevedono anche la presenza del partner, così che le lezioni e le eventuali proiezioni di diapositive o filmati sul parto e sul monitoraggio siano seguiti dalla coppia invece che dalla sola donna. Infatti durante il travaglio, lei potrebbe fare fatica a prestare attenzione a chi le sta attorno ed è proprio l’uomo che può fungere da interprete dei suoi bisogni. È rarissimo che un uomo svenga in sala parto. Se si pone ai lati o alle spalle della sua compagna può far fronte alla maggior parte delle situazioni, se lei ne gradisce la presenza. Può tenerla per mano, parlarle, asciugarle il viso, massaggiarla, aiutarla a tenere il capo sollevato durante la spinta, perfino respirare insieme a lei se può servire. Ma è già sufficiente esserle vicino. Assistere alla nascita del proprio figlio è una delle più belle esperienze della vita. Se proprio non ci si sente o se lei non fosse d’accordo, è meglio tuttavia non forzare le cose. In caso contrario non ci si deve assolutamente vergognare di esprimere liberamente le proprie emozioni: il personale della sala parto è abituato alle situazioni più disparate. Spesso è possibile chiedere all’ostetrica il permesso di recidere il cordone ombelicale: non c’è nulla di strano e non è difficile farlo. Quando e dove è possibile l’ostetrica consegna il neonato al papà, che può tranquillamente tenerlo vicino a sé ed appoggiare la propria guancia sulla sua testina. Poi il bambino viene dato alla mamma, che lo tiene sull’addome protetto da un telo e può già porgergli i capezzoli. Il papà può assistere al bagnetto del neonato, tornare in sala parto per stare insieme alla neomamma e quindi fermarsi per un po’ con lei, oppure andare a riposare. Troppe visite di parenti ed amici possono stancare la mamma, non solo durante la degenza ospedaliera ma anche dopo, quando si è tutti a casa. Per il papà è una buona norma imparare a lavare e cambiare il bambino. Se l’allattamento è artificiale, dividersi il compito di preparare il biberon e di allattare.
"Il mondo di domani sta già formandosi nel corpo e nella mente dei nostri bambini" (Kofi Annan)
"La cosa più bella della mia vita è il ricordo della felicità sul viso di mia figlia ogni volta che la facevo ridere" (Carlo A. Liverani)
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